aprile 10, 2017

Prefazione Dream

LA CHITARRA ACUSTICA E’ TORNATA DI MODA!

Negli ultimi anni la comunità musicale, ed in particolare quella chitarristica, ha assistito ad un ritorno prepotente della chitarra acustica praticamente in tutto il mondo! Uno strumento che si dimostra più giovane che mai ed al passo con gli stili e le tecnologie del nostro tempo. Oltre l’eredità lasciata dai grandi capiscuola della chitarra acustica oggi è possibile ascoltare artisti cimentarsi nelle sonorità o nelle tecniche più sperimentali: dagli strumenti con le scale incrociate alle applicazioni fantasiose di capotasti ed effettistica fino alle tanto apprezzate tecniche percussive. Tutto a servizio della musica. Fortunatamente sono molti i giovani che si avvicinano allo strumento che spesso però esercita un grande fascino anche su dei chitarristi più “navigati”. E’ il caso di Giovanni Cigliano che nonostante gli anni trascorsi a perfezionare i suoi studi classici (ricordiamo il suo diploma in conservatorio) e i linguaggi sulla chitarra elettrica figurando spesso insieme al comune amico Andrea Cesone, sente la necessità di provare nuove forme di comunicazione. E’ vero (ma solo in parte) che le corde sono sempre sei, e le note sette, ma è soprattutto reale la voglia che sopraggiunge chiedendo di modificare le nostre conoscenze al fine di provare a viverle con sensazioni differenti, cambiare la prospettiva.

La chitarra acustica è autentica, comporre su questo strumento è un’operazione totale: basta “soltanto” realizzare il brano poichè la versione definitiva non sarà troppo differente da quello che si ascolta mentre giorno dopo giorno la creazione prende forma, non è difficile con un pò di fantasia immaginarla suonare da un cd. E’ questo forse uno dei molteplici aspetti che attrae sempre più chitarristi verso i linguaggi acustici.

DREAM è il brano proposto da Giovanni, un brano con la “durata giusta” (intorno ai 3 min) ideale per le tempistiche da social network. Riascoltandolo colgo due principali sensazioni: la prima stabile e riflessiva contrapposta ad una seconda più emotiva, quasi irascibile. Racconta i primi passi di questa nuova prospettiva, nell’ascolto si possono percepire i movimenti: le mani abbandonano la loro posizione per suonare sul manico, una zona nuova per creare ritmi e melodie, per SOGNARE qualcosa di nuovo.

A Giovanni il mio più sincero augurio affinché questo sia il primo di tantissimi racconti fatti di note.

Gabriele Cento

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